Rassegna stampa

Rassegna stampa / I miei legami italiani

Rassegne storiche

Savelli "Al Secolo"

Fonte: Italia Nuova

Savelli e Turcato

Fonte: L'Universo

Kodama Gallery

Mostra ad Osaka (personale)

I miei legami italiani
Di James Juszczyk

Luglio 2010

New_york_1995

Anche se è passato molto tempo da quando sono stato uno “studente d'arte”, sento che nutrirò sempre una profonda gratitudine verso Piero Dorazio e Angelo Savelli. Entrambi esercitarono un'importante influenza sulla mia transizione - nel bene o nel male - da “studente d'arte” a “giovane artista”.

Incontrai Piero Dorazio, maestro pittore e colorista, quando ero appunto “studente d'arte” all'Università di Pennsylvania. La sua intelligenza, grazia ed eleganza europea furono fondamentali per smussare i miei lati grezzi e immaturi. La sua filosofia di insegnamento si basava sulla premessa che noi, gli studenti, eravamo già artisti, e andavamo trattati e gestiti come tali. Il suo atteggiamento professionale fu una spinta positiva per la mia autostima e il mio crescente impegno nel mio lavoro.

Il metodo didattico di Piero includeva ogni tanto uno scotch al bar di fronte alla scuola, e un occasionale viaggio di istruzione. Durante uno di questi viaggi mi portò insieme a John, un suo amico, su a New York per l'apertura di una galleria d'arte sulla 57esima. Seguimmo Piero all'interno; lui scorse l'artista e ci presentò. ”Mark, questi sono Jim e John, due pittori da Filadelfia.” “Mark” era Rothko.

Devo un particolare omaggio e ringraziamento alla memoria di Angelo Savelli. Lui era davvero un artista originale, un creatore di oggetti spirituali e ambienti puri e “Bianchi” che emettevano vibrazioni uniche e sottili, in contrasto con un mondo duro e materialistico.

Il mio legame con ”Savelli” continuò e si approfondì dopo che mi fui laureato a Penn. Nei primi anni settanta lo andai a trovare per molte estati nella sua bellissima casa di campagna e atelier in Pennsylvania, dove lavoravo come suo assistente nella stampa di incisioni in rilievo. Tuttora, più dell'esperienza tecnica, apprezzo soprattutto il privilegio di aver vissuto e lavorato a stretto contatto in una vera relazione di maestro/apprendista. Ciò che ho imparato in quel periodo, osservando e assimilando mentre un maestro artista produceva la sua arte, divenne parte integrante delle mie abitudini di lavoro e del mio atteggiamento mentale nel mio atelier.

Osmosi - un graduale processo di assorbimento e assimilazione; tuttora penso che sia un modo valido di imparare la propria arte. Offro queste poche parole di apprezzamento in memoria di questi speciali Gentiluomini e Artisti Eccellenti, epitome di una sensibilità che purtroppo sembra scomparire.