Non ricordo con esattezza il giorno che lo incontrai, verso gli anni '52/'53 e le circostanze, ma ricordo che lo stesso giorno eravamo amici inseparabili, per le nostre vedute sulla vita e sull'arte. Sono sempre stato un estimatore dei lavori di Angelo già nei suoi primi anni fino alla sua "Cappella bianca per la meditazione", le sue stampe e i suoi dipinti. Faceva parte della nostra famiglia.
Il suo grande calore umano, la sua amicizia e premura riecheggiano nelle decadi trascorse insieme. Un esempio di ciò che significava per lui l'amicizia, fu quando gli espressi il mio dolore fisico alla schiena dopo un giorno trascorso a dipingere. Se ne preoccupò immediatamente! Notò che quando dipingevo stavo in piedi o appoggiato su uno sgabello privo di qualunque supporto per la schiena. Il giorno seguente Angelo appare alla mia porta con una sedia con lo schienale (se l'era trasportata da un magazzino). Ho ancora questa sedia dopo tanti anni, soprannominata "mio piccolo Angelo" ed è come se lui fosse con me in ogni istante. Per Angelo le parole gentili significavano molto, ma le buone azioni ancora di più.
Ricordo quel giorno come se fosse oggi nel suo portamento schietto, onesto, con il mento alto e pronto a fare un'altra buona azione per un amico vestiva sempre di rosso. Lui amava chiamarsi "the red devil", il diavolo rosso ( vestiva sempre di rosso), ma era un vero "angelo".
http://en.wikipedia.org/wiki/Will_Barnet